#ilrisveglio

Ok… siamo seri per un momento.

Il 4 maggio saranno praticamente 2 mesi che siamo chiusi in casa. Sperando che non vengano ulteriormente prolungate le misure contenitive per la diffusione del Virus (ormai con la maiuscola perché è diventato molto importante nelle nostre vite…), dovremo riprendere con cautela e lentamente, le nostre attività quotidiane. Il lavoro in primis che dovrà essere ancora smart per quanto possibile, distanziato fisicamente per gli ambienti con tante persone, sicuramente per tutti con mascherine e dispositivi igienici per limitarne il contagio.

La stessa spesa non sarà più come prima, così come lo shopping calzaturiero o di abbigliamento, nonché l’accesso a bar e ristoranti. Tutto sarà libero ma con limitazioni e precauzioni da adottare. Insomma…dovremo convivere col virus.

E i nostri spostamenti? Aerei? Terrestri? Come saranno? Ecco qua una nostra idea di come potremo spostarci, basata anche su alcune indiscrezioni sentite in questi giorni e letti sui vari quotidiani on line.

Partiamo da quando? Quando potremo iniziare a spostarci?

 

 

 

Si spera dal 4 maggio… senza dubbio. Ma temiamo che non tutti saranno pronti per quella data. Pensiamo in primis ai mezzi pubblici, bus, tram e metropolitane. Sembra che si potranno prendere ma solo tenendo le persone sedute e distanziate almeno 1 metro. Se per i bus può essere più semplice, mi immagino la metropolitana rossa di Milano all’ora di punta nella tratta Cadorna-San Babila dove spesso c’è gente che viene buttata fuori perché non c’è più posto neanche in piedi. Aumentare le corse? Senz’altro… ma quanto? E soprattutto sarà possibile farlo in sicurezza per la rete e le persone ? Il fatto che già non ci siano gli studenti è sicuramente un aiuto alla diminuzione del flusso. Un’idea potrebbe essere la diluizione degli orari di entrata in ufficio secondo i vari settori economici o tipologie di attività magari con un ventaglio dalle 7.30 alle 9.30/10 del mattino al fine di “distribuire” il flusso su più orari e creare meno ingorghi, facilitando anche i controlli. Idem per i tram. I bus solitamente sono meno frequentati ma nelle ore di punta anche li possono esserci criticità. Sicuramente anche per gli spostamenti in città l’auto dovrà essere il mezzo da privilegiare (oltre alle biciclette, scooter e monopattini elettrici) ed i comuni dovranno facilitarne il parcheggio anche nelle aree chiuse finora al traffico e riducendo le tariffe (se non azzerandole) nei parcheggi a pagamento, togliendo le eventuali limitazioni di area attualmente molto presenti soprattutto nelle zone centrali delle grandi città.

 

Passiamo al capitolo treni. Per muoversi tra regioni diverse siamo ormai abituati all’alta velocità, con treni che nel week end sono praticamente esauriti. Noi lo sappiamo perché ci siamo mossi ogni week end fino al lockdown di inizio marzo. Adesso anche le compagnie dell’alta velocità dovranno far viaggiare in sicurezza i passeggeri. Quindi in primis sanificazione continua dei treni. Mascherine obbligatorie che, per chi ne è sprovvisto (e viste le quantità succederà), dovranno essere messe a disposizione. Ma soprattutto distanziamento tra i passeggeri seduti, il che prevederà che praticamente rispetto a prima i treni dovranno viaggiare al 50% circa (se non meno) della loro capacità. Questo cosa significa? Se le persone continueranno a muoversi coi ritmi precedenti alla pandemia, i posti saranno sempre troppo pochi anche solo considerando gli spostamenti nord-sud. Perciò bisognerà aumentare le corse… ma sarà possibile vista la già congestionata rete ferroviaria pre-lockdown? E poi la questione prezzi… i vettori dovranno coprire i costi di gestione e coi treni a capacità ridotta sarà difficile conciliare salute e tenuta economica. Interverrà lo stato a sostegno? Forse…ma viste le difficoltà ad erogare le misure già prese, i tempi saranno lunghi sempre che decidano di farlo. L’alternativa è un aumento del 20-30% dei prezzi pre-crisi, non per tutti i portata di portafoglio insomma. 

 

Per i treni regionali invece non dovrebbero esserci grossi cambiamenti oltre alle norme igeniche e di distanziamento descritte prima.

Capitolo aerei. Qui la questione di farà più complessa. Ora nel mondo viaggiano circa il 20-30% degli aeromobili rispetto a prima. Tutti i voli low cost sono praticamente a terra, sicuramente quelli nazionali ed europei. Quando e come riprenderanno? E la richiesta sarà come prima?

 

In primis per molte persone saranno cambiate notevolmente le disponibilità economiche dopo questo stop forzato, vuoi per mancanza di lavoro, disoccupazione, o  altri motivi. Anche il tempo sarà quello di prima? Chi avrà utilizzato tutte le proprie ferie o ore a disposizione non potrà spostarsi molto per piacere. La domanda sicuramente sarà calata usciti da questa fase. Sono convinto che gli italiani resteranno, almeno per tutto quest’anno, all’interno dello stato, difficilmente si andrà all’estero, sia per motivi economici, sia per spirito patriottico, sia per paure “mediche”… all’estero sapranno curarci come da noi? Credo che se ci potremo muovere all’interno dell’unione europea, per noi, per la Spagna e per la Grecia saranno tempi d’oro. Considerando che siamo i paesi principali e più sicuri sul mediterraneo i cugini nordeuropei si muoveranno verso di noi appena avranno il via libera. Almeno spero che sia così…vorrebbe dire in parte risollevarci dalla crisi pesante del settore turistico che ci ha colpito. Saremo pronti ad affrontare questa sfida? DOBBIAMO. Non possiamo farci trovare impreparati.

Tornando agli aerei, anche lì il riempimento degli aeromobili dovrà essere del 50% ma i costi di gestione per un volo sono notevolmente più alti rispetto ad un treno. E’ abbastanza chiaro che i prezzi non potranno più essere gli stessi di prima. E’ forse più probabile che per qualche tempo si torni a 20 anni fa… quando prendere un volo era un investimento importante e quindi si ridurrà il numero di spostamenti ed anche le low cost non saranno più così low. Quindi mascherine e posti distanziati anche sugli aerei. Inoltre non dimentichiamo gli assembramenti al check in ed all’imbarco. Servono soluzioni anche qui. In questo caso potrà aiutarci (come per altri campi) la tecnologia. Check in on line facilitati, accesso agli aeromobili con chiamata individuale tramite app.. sono delle idee che ho sentito in questi giorni. Di sicuro non sarà più possibile accalcarsi in lunghe file appiccicate come prima. E se non vogliamo essere costretti ad arrivare 5 ore prima del volo in aeroporto per i controlli…una soluzione bisognerà pur trovarla.

 

 

Concludiamo sperando sempre che si possa tornare a viaggiare ed a spostarsi quanto prima. Per chi come noi ama farlo, non sarà certo una mascherina e il distanziamento sociale a fermarci. Basta rispettare le regole che ci verranno imposte, e presto potremo tornare a muoverci. Speriamo di farci trovare pronti per quel giorno e non con i soliti ritardi cronici tipici italiani.

 

 

 

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