Zanzibar: mare, spezie, natura… e real Africa!


Primo viaggio di coppia! Amiamo il mare entrambi e vogliamo rilassarci… decidiamo in 10 minuti la meta: Zanzibar.
Io ero già stato qui 15 anni prima in villaggio, avevo provato il “lusso” in una terra povera. Ora invece quel tipo di esperienza non fa più per me. Entrambi amiamo strutture semplici e guest house, per vivere a contatto col posto e muoverci in libertà.
Dunque scegliamo una guest house a Nungwi gestita da italiani. Nungwi perché in questa parte dell’isola, nell’estrema punta nord, le maree non sono così forti e si riesce a fare il bagno tutto il giorno. La costa est, a causa proprio della marea che scende fino alla barriera corallina, solo per mezza giornta. Ma,cosa dire… il paesaggio è spettacolare!

Sulla guest house scelta invece, Mawimbi Bungalows, stendiamo un velo pietoso. Bella la location e molto vicina alla spiaggia di Nungwi ma i proprietari sono albergatori improvvisati e questo si sente durante tutto il corso della settimana. Non mi soffermo su quanto successo ma il consiglio è… scegliete altro.
Nungwi è lontana da tutto. Se alloggiate qui, dovete sapere che per arrivarci dall’aeroporto serve circa 1 ora e 15 minuti su strade non sempre perfette. Anche per muoversi alla scoperta dell’isola dovete mettere in conto che i tempi di spostamento sono sempre lunghi. Il consiglio è, per chi ha almeno 10 giorni, di dormire qui solo 4-5 notti e le restanti nella zona centro-sud, dove si è più comodi per visitare i punti di interesse dell’isola e si è vicini a Stone Town, la capitale.
Iniziamo proprio da Nungwi. Nungwi è un piccolo villaggio di pescatori sull’estrema punta nord dell’isola. Qui negli anni sono sorti tanti hotel, anche di lusso e molte guest house. Appena si esce dalle strutture, anche per recarsi verso il centro del paese, le strade sono veramente in condizioni pessime. Tutte completamente sterrate e con buche enormi che, quando piove (spesso) si riempiono d’acqua e rendono impossibile camminare e spostarsi. Pensavo che in 15 anni con i soldi dei turisti avessero sistemato un po’ le strade che, potrebbero anche essere sterrate ma battute: in questo stato muoversi è tremendamente lungo ed estenuante, sia a piedi che in macchina. Anche perché la situazione non migliora nelle altre parti dell’isola, anzi… è anche peggio se possibile, come ad esempio nella zona di Matemwe.
Tornando a Nungwi, il punto forte è sicuramente la spiaggia che è tutta di sabbia corallina e scende fino a Kendwa, dove è possibile arrivare con circa 45 minuti di camminata quando c’è la bassa marea. L’acqua è cristallina e calda, anche se ormai anche qui sporcizia e non curanza sono arrivati in maniera invasiva, facendo spesso perdere il senso di paradiso. In questo devo dire che anche gli abitanti del posto hanno poco rispetto per quello che hanno e se ne prendono poco cura.
Ci sono molti locali sulla spiaggia, bar e ristoranti non mancano. Come rapporto qualità/prezzo vi consigliamo sicuramente lo Waves dove si mangia con i  piedi nella sabbia, il cibo è di qualità e i prezzi contenuti. Su questa spiaggia troverete un sacco di beach boys e gente che vi vuole vendere qualsiasi cosa… purtroppo spesso sono molto fastidiosi!
Vale la pena anche vedere la costa est e quindi il fenomeno delle maree che qui è veramente molto accentuato. Ed allora con un taxi ci rechiamo a Matemwe. Arrivarci passando per i vari villaggi è un’impresa non da poco, e le strade sono veramente in condizioni pessime. Il villaggio di Matemwe è molto povero, si vede veramente la vera Africa e non si capisce come sia possibile in un’isola dove il turismo in tutti questi anni avrebbe dovuto portare un livello di qualità di vita molto più alto. Evidentemente a loro piace così. In questo tratto di costa, la spiaggia è immensa e bianchissima e l’acqua è color smeraldo. Arriviamo al mattino quando ancora la marea è alta, ma inizIa a scendere ed ammiriamo quindi lo spettacolo durante la nostra permanenza. Nel primo pomeriggio l’acqua è scesa completamente e ormai non è più possibile fare il bagno ma il paesaggio è surreale. Qui tanti bambini giocano allegri e ti inseguono in spiaggia. Il villaggio è proprio sulla spiaggia e appena dietro le palme vivono i locali. Hotel e ristoranti si contano sulle dita di una mano… il turismo è ancora lontano e si percepisce.
Altra bella esperienza è il tour delle spezie, dove con una guida vengono illustrati tutti i tipi di colture e di spezie che nascono qui. La terra e il clima rendono possibile coltivare di tutto ed è bello cercare di indovinare dal fiore e dalla pianta quale spezia o quale frutto corrisponde. Ovviamente poi si possono acquistare spezie di ogni tipo..sempre naturalmente contrattando.
Merita una visita, con guida, anche Stone Town. Dico con guida perché da soli si rischia di finire in alcuni quartieri della città che non sembrano molto sicuri. Merita una visita il mercato di frutta e del pesce. Le viuzze del centro storico. Molte zone sono decadenti e quasi trasandate… ma anche questo è bellezza. La loro.
Siamo stati anche a Prison Island, l’isoletta dove venivano tenuti gli schiavi, a circa 15 minuti in barca da Stone Town.

L’attrazione principale qui sono sicuramente le grosse tartarughe che sono protette ed accessibili a tutti. E anche simpatiche, 😉 . Per il resto l’isola non offre nulla di indimenticabile.

Ricordatevi HAKUNA MATATA&JAMBOOO.

Zanzibar ha leggerezza di cuore. Buon viaggio!

Gemma dell'est