Napoli, bellezza e caos del sud Italia
Piazza del Plebiscito

Napoli, bellezza e caos del sud Italia

Il detto dice: “vedi Napoli e poi muori”, forse perché dopo tanta bellezza è impossibile trovare qualcosa di più bello? Insomma…non sono proprio d’accordo.

Certamente Napoli merita una visita almeno una volta nella vita. Per vedere coi propri occhi cos’è questa città. Napoli è caotica, frenetica, confusionaria, a tratti sporca, a tratti pulitissima. A tratti caciarona, a tratti tranquilla e misurata. In alcuni quartieri ti senti un signore, in altri devi guardarti le spalle. Napoli è un mix di tutto questo.

La sua gente è spesso calorosa ed amichevole, e in men che non si dica in metro, in treno o su una panchina ti puoi trovare a parlare per intere mezz’ore con loro di qualsiasi cosa…tutto è spunto di conversazione. Altre volte, in altri quartieri, gli sguardi sono più diffidenti, minacciosi e non sempre affidabili.

Napoli offre tanto da vedere. Sicuramente non si può non vedere piazza del Plebiscito, la piazza principale di Napoli, col suo immenso colonnato. Di fianco parte subito via Chiaia, una zona esclusiva e curata di Napoli, con bei negozi, bar e ristoranti. Poi via Toledo, la via pedonale principale. Un lungo serpentone con banche, negozi, ristoranti e locali che, soprattutto nel week end, si riempie di gente. Alla sua destra si snodano le strade del centro storico (Via dei Tribunali e Spaccanapoli su tutte), mentre alla sua sinistra è occupata per la maggior parte dai quartieri spagnoli, un reticolato fitto di piccoli vicoli con vecchi palazzi alti dove si può avere uno spaccato della vecchia Napoli e della vita che la contraddistingueva. Sono colorati, illuminati e con tante trattorie tipiche (anche rinomate). C’è comunque da guardarsi sempre bene intorno, perché nelle vie meno animate sembra proprio di essere quasi in un ghetto.

Il centro storico di Napoli è suggestivo. Spaccanapoli e via dei tribunali sono un succedersi di negozi con prodotti tipici, souvenirs di ogni genere (dai cornetti all’aria di Napoli), ristoranti, cibo da strada, chiese e folclore. Tra le pizzerie che si trovano su via dei Tribunali ad esempio Sorbillo e Di Matteo, storiche per Napoli. Tra le due strade troviamo San Gregorio Armeno, la via dei presepi, dove è possibile trovare ogni sorta di statuetta piccola o grande, con ogni sorta di personaggio pubblico. E’ bello perdersi tra le sue botteghe. Sempre in questa zona è possibile accedere anche alla Napoli sotterranea, che io non ho fatto, ma che certamente merita una visita. Sempre qui è possibile accedere alla chiesa di San Domenico Maggiore e soprattutto alla adiacente cappella San Severo col Cristo Velato (se avete voglia di fare un po’ di coda).

Da non perdere anche il Duomo di Napoli, dedicato al suo protettore San Gennaro; in particolare la sua cappella è qualcosa di veramente mozzafiato.

Sempre in zona centro storico il complesso del monastero di Santa Chiara ed in particolare il suo chiostro di Maioliche meritano una visita più approfondita.

Una citazione la merita anche il lungomare di Mergellina, fino a Castel dell’Ovo, dove nelle giornate di sole si trovano soprattutto famiglie con bambini e gente che passeggia rilassata godendosi il sole.

Visita d’obbligo anche a Castel Sant’Elmo, da dove si può ammirare tutta Napoli dall’alto, ed è forse la vista migliore sulla città e sul Vesuvio. Da qui poi suggerisco di passare per il Vomero, scendendo verso il mare, dove sembra di essere realmente in un’altra città. Palazzi di lusso ben tenuti, pulizia ottima, gente ben vestita, locali e negozi alla moda…insomma una città nella città…per benestanti.

Numerose sono le opportunità di soggiorno, dagli hotel di ogni categoria ai B&B. Io ho optato proprio per un B&B (Naples To Live) che consiglio davvero a tutti per la posizione (a ridosso del centro storico), per la gentilezza dei suoi proprietari, e per la struttura in sé completamente ristrutturata con camere nuovissime. Certo…il quartiere dove sorge, non è dei migliori. La zona della stazione centrale offre forse il peggio di Napoli sia dal punto di vista di pulizia che come gente, visto che la maggior parte sono extracomunitari. Ed è un peccato considerato che è la porta di ingresso principale della città.

Un capitolo a parte lo merita il cibo. La regina incontrastata è la pizza, con impasto soffice, il grande cornicione e ingredienti di prima qualità. Ottima! Per passare poi alla versione fritta, magari da Zia Esterina Sorbillo a Piazza del Plebiscito; certo, l’attesa sarà lunga, ma vale l’assaggio! E poi gli scialatielli coi frutti di mare, il pesce, il ragù napoletano, i gnocchi alla sorrentina o la pasta con patate e provola…qui i primi la fanno da padrone…e che primi! E la pasticceria? Sfogliatelle, babà, pastiera…c’è solo l’imbarazzo della scelta. Insomma…qui non si viene per stare a dieta…bisogna provare tutto, poi la dieta si fa al ritorno!

Note dolenti (anzi dolentissime). Trasporti pubblici. Considerata la mole di turisti, e le fermate intermedie come Pompei ed Ercolano, la Circomvesuviana (che collega Napoli a Sorrento e quindi alla Costiera Amalfitana) è più una speranza che una certezza. E’ una zona a vocazione iper turistica, che per le sue bellezze potrebbe (come spesso succede in Italia) vivere solo di turismo. Ed invece si offre un servizio che da Napoli a Sorrento impiega 1 ora (se tutto ve bene) su dei treni piccoli, scomodi e pieni come scatole di sardine di gente locale e di turisti, che fa la bellezza (se non ho contato male) di 36 fermate. Direi che è una cosa da terzo mondo.

Servirebbe potenziare il servizio con treni nuovi, prevedere corse con poche fermate perfette per i turisti (disposti anche a pagare qualcosa in più) magari solo a Pompei, Ercolano, Vico Equense e Sorrento (così in 40 minuti la tratta si fa). Potenziare i binari. Anche perché se vi sono ritardi e/o lavori sulla linea si rischia di fare tutto il viaggio in quasi 2 ore…e diventa un viaggio della speranza considerando che si è in piedi e senza aria condizionata. Ma che vetrina diamo ai turisti del nostro “bel Paese”? Come possono poi consigliare ad altri di venire se i servizi non funzionano?

Poi… la metropolitana. Vogliamo parlare del fatto che a Pasqua la Metro è stata aperta 3 ore al mattino e 5 ore dalle 17 alle 22? E le 5 ore di interruzione del servizio con le funicolari chiuse e i bus a singhiozzo? Ma la gente e soprattutto i turisti come si spostano? Certo…a piedi…per chi può, ma Napoli è una città turistica come Roma o Milano…non possiamo dimenticarlo! Lasciare le persone senza mezzi di trasporto è inconcepibile. In molti quartieri anche il servizio di nettezza urbana lascia molto a desiderare, così come il numero di pattumiere in giro per la città. Spesso in zone dove c’è concentrazione di locali storici nei quali la gente mangia, è presente un solo cestino della spazzatura che si riempie in mezz’ora…dove pensate che finisca il resto della spazzatura? In strada ovviamente.

Tutto ciò è un peccato perché con un po’ più di cura ed attenzione, soprattutto per i turisti, Napoli sarebbe splendida da girare e sarebbe bello tornarci spesso. Ma questi grandi limiti fanno si che poi si preferiscano altre mete al momento di decidere una destinazione…e così anche i soldi se ne vanno verso altre città (o peggio ancora altri paesi). Peccato. Peccato per Napoli e per tutta l’Italia.

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