Thailandia Da Nord a Sud
Parte del complesso del tempio bianco a Chiang Rai

Thailandia Da Nord a Sud

Contrasti Orientali

Questa è la mia seconda volta in Thailandia. La prima nel 2016 è stata solo una “toccata e fuga” visitando solo Bangkok e Koh Samui (ne parlo qui).

Ora ci sono tornato, col proposito di scoprirne i luoghi meno turistici e più spirituali, alla ricerca di un’autenticità che ho sperato non fosse ancora persa..e devo dire che in parte è effettivamente così.

I thailandesi si sono fatti furbi, hanno capito bene che tanta gente nel mondo è attirata nel loro paese, alla ricerca di sole, mare, spiritualità, ma soprattutto divertimento di ogni genere a basso costo.
Tutto ciò a mio parere sta stravolgendo questa nazione che ha fatto del turismo un business tra i più fervidi e una tra le maggiori risorse economica del paese. L’hanno capito bene e non si fanno scrupoli a sfruttarlo (imparassimo noi italiani), tanto che stanno investendo molto in infrastrutture, hotel, collegamenti terrestri e marittimi verso le loro centinaia di isole…spesso, devo dire, a discapito dell’ambiente.

Tutto ciò però rende, ad onor del vero, questo paese una meta sicura per chiunque (ho visto tanti gruppi di giovani backpackers e ragazze sole), attrezzata, fruibile a tutti ed adatta a tutte le tasche. E’ facile muoversi al suo interno con qualsiasi mezzo, sia fra le città (aerei, treni, bus, traghetti) che all’interno delle città stesse. Se ti va male un taxi o un tuk tuk a buon prezzo lo trovi pressochè ovunque e senza salassi.

Mi sento quindi di consigliarla… a tutti. Soprattutto ai giovani che vogliono fare un viaggio a lungo raggio, esplorando una cultura nuova senza spendere una fortuna…questa meta fa per voi. Prenotando con un certo anticipo i voli (ce ne sono di diretti su Bangkok anche da 450/500 euro A/R), e accontentandosi di ostelli (8-15 euro a notte) ne esce la possibilità di farsi 15 giorni con circa 1000 euro…direi decisamente non male. Pranzi e cene, se fatti nelle bancarelle di cibo locale (e ce ne sono ovunque), vanno dai 2 ai 5 euro a pasto bevande incluse…decisamente alla portata di tutti.

Ma dopo queste info pratiche sul paese veniamo al mio viaggio. Queste le tappe: partenza da Chiang Rai, per scendere poi verso Chiang Mai, Sukothai, Bangkok, Krabi ed infine Phi Phi Island.

Arrivo a Chiang Rai, dopo 10 ore e 30 di volo diretto su Bangkok ed 1 ora da Bangkok a qui. Tutto perfettamente puntuale. Ed ecco il primo taxi (6 euro in 2) verso il nostro ostello/hotel vicinissimo al centro di Chiang Rai.

Chiang Rai non è molto grande da girare…se si hanno buone gambe si fa tranquillamente a piedi. In alternativa potete noleggiare uno scooter, o servirvi di un tuk tuk…ma salvo siate molto stanchi o faccia particolarmente caldo non lo vedo necessario; se l’hotel è vicino al centro (zona torre dell’orologio o mercato notturno) siete a posto.

Chiang Rai è incastonata in una zona rurale, circondata da verdi colline, e tra tutte le città, essendo a misura d’uomo, è forse quella che conserva meglio i tratti storici e la tradizione thailandese. La città è poco caotica (sicuramente meno di Chiang Mai o Bangkok) e soprattutto tra i suoi mercati si respira l’atmosfera e il ritmo della vita locale. Se il night market è il fulcro della vita serale della città, con la sua grande area di bancarelle che vendono ogni sorta di oggettistica e souvenir, e la grande area di ristorazione con innumerevoli stand gastronomici che preparano cibo di ogni genere… è forse nel mercato diurno che si riscontra la maggiore autenticità. Vicino alla vecchia torre dell’orologio, si trova infatti questo mercato fatto quasi esclusivamente di venditori di cibo di ogni genere e specie, crudo o cotto, pesci, carni, frutta e verdura. Vi consiglio l’assaggio (anche a caso) di qualcuna delle loro pietanze per scoprirne gli intensi sapori e speziature…non a tutti piacerà, ma è pur sempre un’esperienza.

Oltre che per questi 2 mercati, la città è famosa soprattutto per la vicinanza al confine con Laos e Birmania (il famoso triangolo d’oro) un tempo zona in voga per la coltivazione ed il commercio dell’oppio. Io non ci sono stato, ma chi ha più di 2 giorni può farci un giro. Come potrete anche approfittare di qualche percorso naturalistico e di trekking.

Ma per chi ha il tempo “tirato” sicuramente da non perdere sono i templi di Chiang Rai. Quelli cittadini senza dubbio, facilmente raggiungibili e visitabili anche a piedi, ma soprattutto quelli appena fuori dalla città, che sono moderni e molto scenografici, in ordine di importanza: il tempio bianco, il tempio blu e il lady buddha temple.

Il tempio bianco al primo impatto ti spiazza un po’…non per la struttura in sé, ma per il fatto che ce lo si aspetta in un luogo più isolato rispetto a quello dove si trova. Intorno sono sorti come funghi le immancabili bancarelle di souvenir, ristoranti, bar e chi più ne ha più ne metta. Però una volta entrati nella zona del tempio, sembra che tutto quello che c’è fuori “sparisca”. Si è rapiti dall’architettura di questo edificio, completamente bianco, che si ispira ad una concezione moderna (è del 1997). Si parte con la rappresentazione dell’inferno all’ingresso del vialetto che porta al tempio, per arrivare poi al paradiso all’interno del tempio stesso, dove nella parete di spalle sono presenti raffigurazioni di miti moderni ed eventi accaduti in epoca recente (batman, le torri gemelle per citarne 2). Ma il sito non comprende solo il tempio bianco, vi sono anche tutta una serie di chedi (le tipiche pagode a punta) e di altri edifici molto scenografici che rendono l’atmosfera più spirituale di quello che può essere l’impatto iniziale. Basta cercare di isolarsi e godersi gli angoli nascosti alle spalle del tempio principale. Notevole, non c’è che dire.

Poi si arriva al tempio blu, ovviamente perché il blu è il colore predominante. Si è accolti da 2 statue enormi con la faccia da drago, ovviamente blu, ed entrando si ha la visione complessiva della struttura, per altro non molto grande, di un blu intenso contornata da profili dorati. All’interno l’impatto è forte, e anche l’immancabile statua del buddha e le lavorazioni offrono un bel colpo d’occhio. Vale la pena sedersi un attimo in contemplazione. All’esterno le immancabili bancarelle di cibo e souvenir, ed una parte dedicata alle offerte e ai rituali religiosi.  Bello…non c’è che dire.

E per concludere la giornata non può mancare una visita anche al lady buddha temple, forse un po’ bistrattato dalle guide, ma di notevole impatto scenico. La collina che ospita questa immensa statua bianca del buddha donna, lascia senza parole. Il tutto può anche risultare un po’ pacchiano, ma la scalinata che conduce in cima alla collina ai piedi della statua, incastonata tra 2 serpenti bianchi è suggestiva. Arrivati sotto i piedi del buddha si ha una bella vista su tutta la valle e sul tempio di 7 piani che affianca la collina. Si può anche salire in cima alla statua con un ascensore interno, ma al di là di alcune lavorazioni particolari, non consiglierei la salita…non è nulla di indimenticabile.

Tutto questo giro di templi potete farlo in vari modi: noleggiando un auto o uno scooter, con un taxi, oppure con dei taxi collettivi rossi (che all’occorrenza fanno servizio privato), una via di mezzo tra un furgone ed un tuk tuk, che sono preposti a portare proprio i turisti verso queste attrazioni. Vi accordate sul prezzo e li avrete a disposizione per tutto quello che volete fare. Con 10-15 euro a testa (a seconda di quanto siete bravi a contrattare) avrete un mezzo di trasporto per la giornata.

Piccola annotazione: in Thailandia tutto va contrattato, fino allo sfinimento, soprattutto per quanto riguarda trasporti e bancarelle di souvenir. Sul cibo e sui massaggi (molto convenienti) i prezzi sono fissi.

Con 3 ore e mezza comode di bus (qui potrete optare per più o meno lusso…sta a voi…ma il massimo del comfort viene via con circa 10 euro a persona…direi che ne vale la pena), potete arrivare tranquillamente a Chiang Mai.
Chiang Mai è la seconda città più grande dopo Bangkok, e il traffico e lo smog che si incontrano appena varcata la zona centrale della città lo stanno a testimoniare.

Arriviamo dalla stazione dei bus al nostro hotel con un tuk tuk e le relative valigie legate dietro…quantomeno pittoresco direi. L’ansia di perdere la valigia era già in agguato. Hotel carino, appena fuori dal loop che circonda il centro storico, ottimo per muoversi a piedi e visitare i più importanti templi cittadini (e ce ne sono parecchi). L’atmosfera della parte storica della città è molto gradevole, tra ristorantini, templi, bar e qualche bancarella di cibo e souvenir. Nel loop, ovvero quella sorta di circonvallazione interna che delimita il centro storico, trovate tutto quello che vi serve: negozi, mercatini, ristoranti, mezzi di trasporto di ogni sorta (basta sempre contrattare). Da non perdere sicuramente, tra i templi, il Wat Phra Sing e il Wat Chedi Luang.

Fuori dalla città, assolutamente immancabile per il contesto naturale e per la sua atmosfera, è il Wat Doi Suthep, il tempio principale di Chiang Mai, che domina la città. Si sale in quota (circa 1000 metri) per raggiungere questo tempio, e la strada è tutta a curve e tornanti…preparatevi. Però, se si escludono dal contesto le solite miriadi di bancarelle di cibo e souvenir, il fascino è indiscutibile. Dalla scalinata di accesso, coi suoi 300 gradini, si arriva al complesso del tempio che offre ai visitatori un certo fascino e spiritualità.

Per chi ha più di 2 giorni, Chiang Mai si trova forse nella zona più ricca di attività da praticare: trekking (magari nel vicino parco naturale del Doi Inthaon, il più alto della Thailandia), passeggiate e accudimento degli elefanti, rafting sui fiumi…insomma difficile annoiarsi.

Per la sera, senza dubbio, la zona da frequentare è quella del Night Market, dove ci si perde fra migliaia di bancarelle di cibo e souvenir, sia all’aperto che al coperto. Consiglio, qui, la piazzetta dove vi sono tutti i venditori di cibo (all’inizio della via principale dalla parte meno affollata), che è molto carina ed in stile “occidentale” con specialità da tutto il mondo e tavolini all’aperto dove gustare il tutto accompagnato anche da buona musica. Il posto è un po’ più caro delle bancarelle tipiche thai…ma ne vale la pena.

A Chiang Mai mettete in conto di passare parecchio tempo sui mezzi di trasporto visto il costante traffico e di respirare molto smog…abbiate pazienza.

Per concludere vi consiglio anche un veloce salto a Chinatown, dove in un immenso mercato, coperto e scoperto, vi accoglieranno ogni genere di cibo, oggetti, vestiti e odori che difficilmente scorderete. Adiacente merita un occhio anche il mercato dei fiori.

Finita la tappa di Chiang Mai è giunta l’ora di un altro spostamento in bus, per Phitsanulok, una ridente cittadina nel centro della Thailandia che di per sé non ha nulla da raccontare. Perchè sono finito qui? Perchè on line non avevo trovato nessun collegamento con la vicina Sukhotai, e la città più vicina, a circa 45 minuti, per la quale avevo trovato un collegamento bus, era questa. Col senno di poi vi consiglio di evitare di venire qui…non c’è veramente nulla…ed inoltre, sul posto (ovunque voi siate) potrete prenotare e valutare il collegamento ed il prezzo migliore per arrivare direttamente a Sukhotai. Perchè Sukhotai? Per il suo storico parco archeologico.

Quindi da Phitsanulok, dopo 1 ora su di un improbabile furgoncino/tuk tuk ed un autista che non spiccicava una parola di inglese, eccoci arrivare nella zona archeologica di Sukhothai. Secondo me vale la pena spendere qui una notte per visitare il parco. E’ molto suggestivo e diverso da tutti i templi che potrete vedere in giro per il paese. Certo…venendo da 4 giorni di visite a templi, dopo un po’ di vedere Chedi e Buddha ne hai le tasche piene…e così anche questo parco perde un po’ il suo fascino. Sarebbe meglio farlo come prima tappa…per rimanere affascinati ed incantati, girando in bicicletta (rigorosamente noleggiata fuori dal parco), dalla vista dei vari complessi archeologici, dei laghetti, delle colonne, dei buddha e dei chedi in pietra che compongono il mosaico dell’immenso parco. E’ veramente emozionante e suggestivo, un salto a piedi uniti nel passato. La visita, se fatta accuratamente, durerà circa 4 ore, includendo anche la parte nord del parco (si paga una altro accesso) e non solo quella centrale. Per visitare poi tutte le 4 aree potrebbe volerci anche di più…ma dipenderà anche dal caldo e dalla vostra resistenza. Restituite le bici e ritornati col nostro simil tuk tuk a Phitsanulok, siamo pronti per andare a Bangkok, questa volta con un comodo volo interno.

Ci aspettano 4 giorni interi a Bangkok per coglierne tutte le sue sfaccettature. L’hotel è vicino alla movimentata zona di Khaosan Road, a pieno titolo la via più viva, caotica e cosmopolita della capitale.

Non mi soffermerò molto su quello che c’è da vedere a Bangkok (ne ho già parlato qui), ma elenco solo i siti imperdibili: il grande palazzo reale (col buddha di smeraldo), il tempio del buddha sdraiato (appena dietro), e il wat Arun dall’altra parte del fiume. Tutti raggiungibili navigando sul Chao Praya coi loro traghetti locali. Merita un giro anche la vivace Chinatown, la più grande d’oriente.

Per il resto potete vedere le zone di Silom o di Siam Square coi loro immensi centri commerciali moderni, se volete fare un po’ di shopping di qualità.

Noi abbiamo dedicato una mezza giornata per una gita a vedere il mercato del treno di Maeklong e i mercati galleggianti di Damnoem Sudak. Il tour era organizzato stavolta… ed anche non male direi. Molto caratteristico è soprattutto il mercato sulla ferrovia di Maeklong, dove al passaggio del treno i negozianti raccolgono le loro merci e i loro banchi, per far passare il treno…è molto carino e divertente da vedere. Meno carino e divertente è il mercato galleggiante…tutto troppo turistico a mio parere…poca gente del posto e quella che c’è è assuefatta dal businnes del turista di massa.

Un’altra tappa imperdibile è il mitico Scirocco, si…proprio il famoso sky bar della Lebua State Tower, set del film “Una notte da Leoni”. Non c’è che dire…è fenomenale! Premetto che la consumazione non è a buon mercato…15-20 euro per un cocktail (per altro non ne ho visto l’obbligo) ma li vale comunque tutti. La vista che si gode da qui è stupefacente e mozzafiato, soprattutto al tramonto e di sera. E’ proprio un posto suggestivo ed elegante dove volendo si può anche cenare sulla terrazza…lo consiglio vivamente..soprattutto se in buona compagnia! 😉

Per la sera senza dubbio la zona di Khaosan Road è la più movimentata della città…di sicuro non ci si annoia mai, tra alcool, musica e attrazioni varie. Qui si può cenare tra le bancarelle o in un ristorante. Oppure fare shopping nelle vie limitrofe. L’atmosfera è hippie e molto easy. Qui formalità non esistono. Perdetevi pure nella notte di questa via.

Ultimo luogo che consiglio è il mercato del week end di Chatuchak. Quando si dice perdersi…ecco qui è proprio letterale. Qui vi potete perdere tra i suoi innumerevoli negozi e bancarelle coperte e scoperte…è infinito. E per chi vuole c’è anche un’ottima area cibo da sfruttare a buon prezzo. Il mercato è servito dai mezzi pubblici, sia metro che Skytrain.

Mettete in conto che muoversi a Bangkok implica molto tempo. La metà della città dove vi sono tutti i templi da visitare e Khaosan road non è minimamente servita da mezzi pubblici, se si fa eccezione per i traghetti. Potrete muovervi solo con taxi o tuk tuk. Mentre l’altra metà della città è servita da metro e skytrain, molto comodi ed economici, ma non integrati bene…ognuno fa per sé e pochi sono gli interscambi.

Se dovete andare in aeroporto in taxi, mettete in conto almeno 1 ora…soprattutto in orari di punta potreste stare fermi allo stesso semaforo per 10-15 minuti! Se potete, usate il treno per l’aeroporto che è sicuramente più comodo e veloce.

Ma adesso…è tempo di un po’ di mare! E quindi…via verso Krabi. Comodo volo interno ed in 1 ora e 20 minuti eccoci a Krabi.

Qui dovrete prendere dei minivan collettivi che con 4 euro a testa vi portano alla vostra destinazione…i taxi normali sono pochissimi. Consiglio, come ho fatto io, di soggiornare sul mare ad Ao Nang, che è la zona più movimentata e la più attrezzata e servita per visitare le spiagge dei dintorni. E’ dalla spiaggia di Ao Nang che partono tutte le tail boat (le tipiche barche thailandesi) per le spiagge più belle e per molte delle isole al largo della costa. E’ da qui che si vedono i tramonti più belli. La spiaggia in sé…non è il massimo, così come il mare, ma è un ottimo punto di partenza e alla sera c’è un po’ di vita.

Da Ao Nang non si possono perdere tutte le spiagge maggiormente consigliate, e quindi lungo la costa abbiamo:

– Railay Beach (west) (a 15 minuti di barca) dove le acque sono più trasparenti, ma la differenza vera la fa il contesto naturale, che vede questa grande baia circondata da verdi scogliere a picco sul mare e palme a farle da contorno. Sulla spiaggia sono presenti svariati bar e ristoranti e alcuni resort. L’unico modo per arrivare qui è con la barca, non ci sono strade;

– Baia di Phra Nang, forse la più fotografata e famosa. Si trova dopo la spiaggia di Railay e si può raggiungere in barca (20 minuti da Ao Nang, 5 da Railay), oppure con un comodo sentiero a piedi di 15 minuti che parte sempre da Railay west, passa da Railay East, e sbuca proprio vicino alla grotta della spiaggia. Facendo il sentiero a piedi, si possono incontrare scimmie, ed anche un improbabile e difficoltoso sentiero da scalare per arrivare al belvedere sulla baia (siate attrezzati perché è impegnativo, servono scarpe, e vi sporcherete di fango…evitate di farlo come me in infradito..è pericoloso). La baia di Phra Nang è effettivamente spettacolare, con acqua verde trasparente e questa enorme roccia ricoperta di vegetazione che spunta dal mare e divide la spiaggia in 2 parti. Natura potente. Peccato sia sempre troppo affollata e troppo trafficata di barche..il tutto rovina un po’ la sua bellezza. Anche qui troverete parcheggiate delle long tail che offrono servizio bar e ristorazione, non soffrirete di sete e fame.

– Railay East, sull’altra sponda del promontorio, molto scenografica e con qualche bel resort e hotel, ma difficilmente balneabile viste le innumerevoli mangrovie e il fenomeno delle maree che fa letteralmente sparire l’acqua per mezza giornata.

Tra le isole, vi posso parlare di quelle che ho visitato io, sempre col servizio di tail boat. A tal proposito, queste barche che partono dalla spiaggia di Ao Nang, hanno un comodo box office prenotazione proprio prima di entrare in spiaggia con un tariffario esposto. Credo sia la soluzione più economica per usufruire del trasporto in barca. In alternativa vi sono numerose agenzie in giro per il paese che offrono tutte gli stessi pacchetti con tour di mezza giornata o di una giornata, adatti per chi magari ha poco tempo, ma sicuramente meno caratteristici.

Ho deciso di fare in giornata le 2 isole che dalle foto mi ispiravano di più: Tup Island e Chicken Island. Le isole sono collegate da una stretta lingua di sabbia che si può attraversare tranquillamente a piedi con la bassa marea. Le spiagge sono molto belle e selvagge, soprattutto se si riesce ad isolarsi dalle orde di turisti e di barche che, specialmente al mattino con l’alta marea, affollano le isole. Per questo suggerierei di sostare a Chicken Island, la spiaggia è più tranquilla e molto meno affollata. Con la bassa marea diventa molto difficile fare il bagno a causa della barriera corallina…e l’acqua è molto bassa. Lo scenario però è unico e molto suggestivo. Una giornata su queste isole ne vale la pena. Da Ao Nang sono circa 30 minuti.

La sera Ao Nang offre molto a livello di ristoranti e di locali. Carini quelli in riva al mare seguendo la strada sulla sinistra (lasciandosi il mare a destra) dove potrete anche cenare con i piedi nella sabbia. Sono più cari della media, ma cenare in riva al mare vale il prezzo. Per il dopo cena pochi i locali che offrono un po’ di musica dal vivo dove bere qualcosa e fare tardi, cercateli seguendo la musica che più vi piace.

Con 2 ore di barca veloce eccoci raggiungere la nostra ultima tappa del viaggio: Phi Phi Island.

La faccio breve. L’isola è ormai inflazionata, piena di turisti e di negozi, è in pratica un grande bazar all’aperto. Di fascino selvaggio ed incontaminato ne ho visto poco. Troppo costruita (anzi “ricostruita”) dopo lo tsunami del 2004. Ha perso la sua natura selvaggia, anche se ne conserva alcuni angoli. Le 2 spiagge principali di Tonsai, sono impraticabili. Quella col porto è esageratamente piena di barche e di sicuro non invita a tuffarsi. Quella dall’altra parte della lingua di terra è più “libera”, la baia è molto scenografica, ma l’acqua non è così pulita, e nel pomeriggio il bagno non si fa a causa della marea. La spiaggia del versante nord è comunque quella più bella e la sera offre molte feste sulla spiaggia nei suoi 3-4 locali all’estremità destra della baia. Ballare coi piedi nell’acqua ha sempre il suo perché. Se cercate un po’ più di tranquillità forse meglio la zona di long beach, dove ci sono meno barche ed almeno mezza giornata si riesce a fare il bagno con una certa tranquillità. La spiaggia la raggiungete con 10 minuti a piedi dal centro costeggiando il mare.
Se invece cercate mare bello, una spiaggia più selvaggia e meno gente, vi consiglio di soggiornare (o comunque di passare una giornata) sulla spiaggia di Laemtong sull’estrema punta nord-est dell’isola. Pochi resort e di qualità, bella spiaggia e qualche ristorante sul mare. Anche con la bassa marea qui si riesce a fare un bagno senza troppe difficoltà e senza fare i km per trovare l’acqua. Più a Sud, appena sotto Laemtong, anche la spiaggia di Lao Bakao offre un bello scenario dove trascorrere qualche ora.

La parte forte di Phi Phi Island è però la sorellina, l’isola che le sta di fronte, Koh Phi Phi Leh. Qui gli scenari sono veramente selvaggi ed incontaminati. Oltre alla famosissima (ma al momento chiusa per troppo sfruttamento) Maya Bay, l’isoletta offre altri luoghi mozzafiato dove fare snorkeling, come la Baia de lo Sama, e soprattutto la laguna di Pileh, che da sola vale il prezzo della barca per venire qui. E’ semplicemente meravigliosa, così come è meraviglioso fare il bagno nelle sue acque cristalline circondati da scogliere verdi a picco sul mare…un incanto. Ma…c’è sempre un ma…anche qui troppo traffico di barche, troppi turisti, troppo affollamento…e poca cura dell’ambiente…mi sa che presto anche qui dovranno chiudere per troppo sfruttamento.
Mi chiedo perché si arrivi sempre al punto di dover chiudere l’accesso a delle attrazioni naturali così incredibili, per colpa dello sfruttamento incondizionato perpetrato prima. Non sarebbe meglio limitare gli accessi giornalieri per tutelare l’ambiente e renderlo fruibile a tutti, senza arrivare alla chiusura totale quando è già troppo tardi? Questo è un paradiso che andrebbe tutelato…ed invece in nome del dio denaro manca cura e rispetto dell’ambiente.

E’ questo che ci sta portando alla rovina, nostra e della terra. Dopo questo mio tragico finale ed ambientalista pensiero, sono giunto al termine del mio racconto.
Questo è un viaggio ricco di cultura, di spiritualità, di colori, di spezie, di odori, di sole e di mare che ti lascia un ricordo indimenticabile e la voglia di tornare. E’ un viaggio che consiglio a tutti, perché facilmente organizzabile anche in autonomia e con eventuali imprevisti risolvibili facilmente in loco viste le innumerevoli agenzie di viaggio presenti e gli innumerevoli servizi offerti ovunque

Lascia un commento

18 − sette =

Chiudi il menu

Ti piace il Blog? Condividilo!