Singapore: perfezione d’oriente
Tramonto sulla baia dalla piscina del Marina Bay Sands

Singapore: perfezione d’oriente

Ed eccomi con calma, alla fine del viaggio, a raccogliere le idee di quest’ultima avventura tra Singapore, la Malesia (Kuala Lumpur) e le sue isole (Redang e Perenthian).
Voglio separare il racconto perché credo sia doveroso, viste le diversità delle realtà riscontrate. Partirei quindi con la meravigliosa Singapore.
Le aspettative pre-partenza erano alte e non sono rimaste deluse, anzi, sono andate ben oltre.

Singapore è una grande isola-metropoli sulla punta estrema della penisola asiatica. E’ collegata con la città di Johor Bharu in Malesia tramite un ponte che ne controlla gli accessi in entrata ed uscita.

La prima importante esperienza per arrivare a Singapore devo ammettere che la si fa in volo. Volare con Singapore Airlines, seppur in economy class, è davvero comodo. Certo 12 ore esatte di volo diretto non sono poche, ma l’intrattenimento di bordo, la gentilezza del personale e il nuovo A350 di Airbus, rendono il tutto decisamente più piacevole.
Arrivati all’aeroporto di Changi, si resta già sorpresi. Coi suoi 4 terminal l’aeroporto di per sé è una piccola città. Ma l’organizzazione, l’ordine e l’automazione dell’aeroporto sono incredibili. I bagni sono più puliti di quelli di casa, i collegamenti tra terminal efficienti, le procedure doganali senza coda e, sebbene con operatore, veloci e digitalizzate…la schedatura con le impronte digitali è immediata. Appena passata la dogana i bagagli sono già sul nastro pronti per il ritiro…non c’è che dire, sono già impressionato da tanta organizzazione ed efficienza.
Fatto un cambio di contante coi dollari locali e prese le tessere ricaricabili per i trasporti, si parte con la metro verso l’hotel. Inutile dire che la metro è completamente automatizzata, ovviamente climatizzata, nuova e stra-pulita. Eh si, perchè sulla metro non si può né bere né mangiare. Manca solo che ti facciano mettere le “pattine” per entrare. Ma del resto, da una città che anche all’aperto ha le aree fumatori ben delimitate e circoscritte.. cosa ci si può aspettare?
In 20 minuti siamo alla fermata del nostro hotel, un po’ fuori dal centro, ma comodo coi mezzi per arrivare ovunque. Le camere sono già libere e dopo una bella rinfrescata si parte subito per una veloce esplorazione della città.
Appena uscito mi accorgo che il clima non è così umido come mi aspettavo. Anzi, si sta decisamente bene. Ci incamminiamo subito verso la zona del quartiere arabo che è vicina. Ma dopo appena 10 minuti ecco un bel temporale tropicale che ci dà il benvenuto. Ci fermiamo quindi sotto i portici del quartiere, ricco di negozi e bazar in stile, appunto, arabo. Odori di incenso, di tessuti, di cibo da strada pervadono le vie. E’ tutto un susseguirsi di negozi e bazar di vestiti tipici, ristoranti, lampade, pashmine, borse, e chi più ne ha più ne metta. Sullo sfondo basse case colorate a 2 piani che rendono il quartiere molto caratteristico, così come la sua piccola moschea. Dopo 1 ora smette di piovere e si prosegue per il tour a piedi consigliato dalla mia Lonely Planet. Si inizia già a passare tra grandi centri commerciali e alti grattacieli.Questa è la settimana del Gp di Formula 1 a Singapore, quindi i tecnici sono in fermento per montare tutte le impalcature, le tribune e le recinzioni lungo la pista per la gara che si disputerà la domenica. Un’occasione in più per vedere qualcosa di nuovo.
Il giro si conclude alla foce del Singapore River, sull’Esplanade, la vasta area verde che si affaccia sulla baia della città. E si arriva proprio davanti ai “theaters on the bay”, i 2 avveneristici teatri che spiccano sulla baia proprio di fronte al lussuoso ed incredibile hotel Marina Bay Sands. Da qui lo spettacolo è incredibile. La baia di Singapore si apre davanti agli occhi in tutta la sua immensità e spettacolarità. Da una parte, di fronte all’Esplanade ed ai teatri, il Marina Bay Sands, il famoso hotel 5 stelle con la sua piscina a forma di barca sul tetto e le sue 3 imponenti torri di 57 piani che la sostengono. Sulla destra un lungo ponte pedonale che porta ai piedi del CBD (Central Businnes District), il grande centro finanziario di Singapore coi suoi immensi grattacieli “uno sopra all’altro” che creano uno skyline perfetto. E poi le barche (le Bumboat) che lente attraversano la baia e vanno verso il fiume portando i turisti in crociera. Il tutto circondato da migliaia di persone con le borse da shopping piene, turisti di ogni nazionalità che scattano foto e fanno selfie, e tanta gente che ammirata guarda il panorama.
Sono solo le 16.30, ma la stanchezza è immensa e dopo un veloce spuntino torniamo con la metro in hotel per riposarci. Singapore mi hai già conquistato!

Nei giorni successivi abbiamo visitato i quartieri più importanti e le attrazioni principali di Singapore. Innanzi tutto, assolutamente da vedere anche per chi non ama i giardini come me, il giardino botanico di Singapore. E’ patrimonio unesco e non stento a capire il perché. E’ immenso e tenuto in maniera maniacale. Ogni settore ha le sue piante particolari ed il suo habitat. Da non perdere assolutamente il giardino delle orchidee (ingresso a pagamento) è semplicemente meraviglioso.
Poi Orchard Road la via dello shopping di Singapore, un susseguirsi di centri commerciali (spesso anche collegati tra loro sopra o sotto terra) che però a mio parere non ha nulla di caratteristico. Portatevi una felpa, si passa dai 30 gradi esterni ai -30 gradi dei centri commerciali. L’aria condizionata è alquanto alta, come ovunque del resto.
Via poi verso Little India, dove un dedalo di vie e qualche tempio Hindu, fanno da coreografia ad un viavai di gente e di negozi di elettronica, pelletteria, abbigliamento, profumi, ristoranti indiani. Carino….ma il quartiere arabo a mio parere è più caratteristico.
Molto meglio Chinatown, dove le bancarelle di qualsiasi cosa si ammassano lungo le sue caotiche vie, nelle quali il rosso è il colore predominante. Qui ci si diverte a perdersi e acquistare ogni genere di accessorio, suppellettile o souvenir da portare a casa. E’ impossibile non comprare qualcosa. Da visitare assolutamente, soprattutto la zona intorno al China Complex, di fronte al quale sorge anche un tempio molto caratteristico e si possono ammirare gli anziani cinesi giocare a domino sui tavolini all’aperto.
Altri 2 quartieri molto belli, ai quali si può arrivare a piedi da Chinatown, sono quelli sul fiume, e sto parlando di Clake Quay e Boat Quay.
Clarke quay è stato costruito in ottica turistica. E’ molto ben pensato e molto moderno, coi i suoi bar, i locali notturni, i ristoranti occidentali, e 4 vie che si incontrano in una piazza con una grande fontana a terra. Tutta la zona, di sera e soprattutto nei week end, si anima per mangiare e per ascoltare musica dal vivo. Qui ci si può venire in qualsiasi condizione climatica; infatti l’area è stata tutta coperta con una struttura in ferro e condizionata all’interno (seppur aperta..ne sanno una più del diavolo!), quindi pioggia e caldo umido non devono preoccupare chi si reca qui.
Seguendo il fiume, più avanti verso il mare, incontriamo sulla sponda opposta Boat Quay, che personalmente ho preferito. Qui, proprio sul fiume, sorgono una serie di bar e ristoranti di ogni genere che cucinano in maggioranza pesce e lo espongono in grandi vasche a disposizione dei clienti, che poi li scelgono per mangiarli.
In fondo a boat quay si arriva ai piedi degli altissimi grattacieli del CBD, che è una zona prettamente di uffici e quindi movimentata in settimana. Per la maggior parte vi sono solo grandi banche e società finanziarie. Proseguendo lungo la sponda del fiume si arriva di nuovo allo storico e lussuoso Fuellerton Hotel che da proprio sul fiume da una parte e sulla baia dall’altra… e così ci si ritrova di nuovo ad ammirare la baia nella sua spettacolarità ed immensità.
Consiglio una visita anche sulla ruota panoramica che domina la baia sulla sponda opposta del fiume. Noi non l’abbiamo fatta, anche perché avevamo in programma una cosa più interessante ed emozionante…2 notti al Marina Bay Sands.

C’è poco da dire…chi viene a Singapore credo che debba prepararsi a fare questo sacrificio economico e passare almeno una notte qui (ad oggi i prezzi sono minimo di 140 euro a persona a notte). Intanto perché è l’unico modo per poter accedere alla sua infinity pool e provare l’incredibile ed indescrivibile sensazione di avere la città ai tuoi piedi mentre ti fai un bagno in piscina a 60 piani di altezza e ti rilassi sul lettino toccando il cielo con un dito. E’ un’esperienza che va fatta, inutile tentare di descriverla. Per chi non dovesse dormire qui, è comunque possibile salire allo skydeck, di fianco alla piscina, dal quale in ogni caso si gode di uno spettacolo mozzafiato sulla città a 360 gradi, e si può prendere anche un cocktail a prezzi direi modici per la location. Il Marina Bay Sands è una piccola città. Le camere sono moderne e iper-spaziose. Il bagno è più grande di quello di casa mia. E se avete la fortuna (come me) di avere una camera con terrazzo, affaccerete sui Gardens By The Bay che, sia di giorno che soprattutto di sera illuminati, sono spettacolari. Se siete sull’altro lato sarete ancora più fortunati perché vedrete la baia…insomma in ogni caso cadrete in piedi. Tutto intorno al Marina Bay e sotto di esso, si espande un immenso e lussuoso centro commerciale con le firme mondiali più prestigiose, ed un casinò. Ripeto, questo hotel è un’esperienza. Va fatta, va provata.
Lascio per ultimi, forse anche perché l’attrazione più spettacolare, i Gardens By the Bay. Questi grandi alberi artificiali, ricoperti di verde naturale sono una suggestione esaltante. Soprattutto lo è incamminarsi lungo la passerella sospesa che li attraversa a 30 metri da terra. Sullo sfondo l’immancabile Marina Bay Sands. Belli di giorno e spettacolari di sera illuminati. Chi li ha progettati ha tutta la mia ammirazione. Da segnalare anche tutto il contesto naturale circostante di incredibili e verdi giardini, intervallati da specchi d’acqua, coreografie di luci, grosse lanterne colorate, e le 2 immense serre dove sono stati ricreati artificialmente 2 grandi zone climatiche terrestri con la loro flora. E’ tutto veramente maestoso e quasi surreale. Bello e sorprendente.

Faccio un accenno, giusto a titolo informativo, anche a Sentosa, la piccola isola a sud di Singapore, collegata alla città da un ponte pedonale e stradale, e da un trenino monorotaia che fa la spola tra l’isola e la città. Sentosa è in sisntesi un grosso parco divertimento. Qui si possono trovare un immenso e splendido acquario, gli Universal Studios ed una serie di altre attrazioni con lo scopo di divertire grandi, ma soprattutto bambini. A Sentosa, ci sono anche 3 spiagge. Mi permetto di non consigliare ai turisti, soprattutto italiani, di venire qui per fare una giornata al mare…non ne varrebbe la pena. La sabbia è bella e ovviamente la spiaggia è tenuta splendidamente. L’acqua del mare…non è certamente cristallina, per quanto sembri abbastanza pulita. Di sicuro la vista delle innumerevoli petroliere e mercantili all’orizzonte nella baia (ne ho contate 62 nel mio campo visivo) non invogliano certo a tuffarsi, per quanto poi qualcuno che fa il bagno c’è. Nei dintorni, se siete fortunati, potete vedere anche qualche varano. Da segnalare, sempre a titolo informativo, che qui siamo nel punto più a sud dell’Asia continentale, e un’isoletta collegata alla spiaggia da un ponte tibetano, ed un piccolo cartello, ve lo ricorderanno. Un pulmino gratuito collega tutte le spiagge e fa la spola ogni 10 minuti fermandosi nei vari punti di interesse. Il mio consiglio è di venire qui se dovete recarvi in qualche parco divertimenti, altrimenti direi che potrete tranquillamente evitare la visita.

Concludo col capitolo cibo. Premetto che a Singapore si può mangiare qualsiasi cosa. Però se cercate qualcosa di tipico e meno turistico, sappiate che comunque l’orario di cena è anticipato rispetto al nostro e già alle 22 difficilmente trovate cucine aperte. Eccezione si fa per i fast food e le zone turistiche di Clarke Quai e Boat Quai. Noi abbiamo deciso di mangiare tipico asiatico sempre. Quindi abbiamo optato a turno per le molte zone con bancarelle gastronomiche della città. Qui troverete mediamente sempre ottima qualità (anche se da fuori non sembra) sia per il pesce che per la carne. I prezzi sono molto modici e trovate di solito anche la birra (che non è sempre scontato). Alcuni indirizzi utili di queste bancarelle:
– Satay Bay The Bay, all’interno degli omonimi Gardens dove, in ambiente molto rilassante e fuori dal casino della città, sorgono queste bancarelle al coperto in riva al fiume nelle quali si possono trovare ottimi noodles saltati con pesce e carne, satay (spiedini di pollo, montone, o manzo), fried rice e grigliate di pesce;
– Chinatown che ha una via dedicata denominata food street ed anche li si trovano cosine interessanti. Da non dimenticare anche il Chinatown Complex al piano superiore che offre molto (ma chiude presto).
Alcune indicazioni pratiche per gli spostamenti. La metro chiude a mezzanotte, oltre dovrete trovarvi un taxi (per altro abbastanza economico, ma di notte costa 50% in più) per tornare in hotel. La metro è immensa e le fermate non sempre sono vicinissime al luogo da raggiungere. Sopratutto se la stessa stazione serve 2 linee diverse dovrete camminare parecchio per arrivare alla meta, ma quasi sempre lo farete sotto terra all’interno di grandi centri commerciali con aria condizionata.
Giratela più che potete a piedi, tanti scorci si possono apprezzare solo camminando.
Se ogni tanto piove pazienza, lo dovete mettere in conto. Spesso saranno brevi rovesci che non incideranno sulla vostra programmazione. Certamente non saranno loro a rovinare il vostro soggiorno a Singapore e la sua bellezza, la sua pulizia, la sua precisione e l’ordine di questa città…ve lo assicuro. Singapore è entrata ufficialmente nel mio cuore. Buona Singapore a tutti! 😉

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