Assaggio di Malesia: tra Kuala Lumpur e Redang
Le Petronas Tower il simbolo di Kuala Lumpur e della Malesia

Assaggio di Malesia: tra Kuala Lumpur e Redang

Dopo la stupenda visita di Singapore (vedi racconto qui), il viaggio è proseguito verso la Malesia. Per non farci mancare niente, abbiamo deciso (io ed i miei amici) di coprire la distanza tra Singapore e Kuala Lumpur in bus (vedi articolo). E così dopo aver confrontato on line tutte le compagnie e le tariffe (per altro tutte molto simili, così come il servizio offerto), decido di dare fiducia alla StarMart Express. Bus di lusso a 2 piani con sedili super comodi e spaziosi, per affrontare le 5 ore abbondanti che ci separano dalla meta al prezzo modico di circa 17 euro a persona.
Il viaggio in bus si rivela ottimo, comodo, preciso e puntuale, al di là di quello che mi aspettavo, soprattutto dopo aver letto i commenti poco confortanti che c’erano sui vari forum on-line. Anche col bus bisogna ovviamente sbrigare le formalità doganali, e quindi ci sono 2 step da affrontare: la dogana in uscita da Singapore e quella in entrata in Malesia (descrivo qui gli step doganali per chi vuole affrontare questo viaggio in bus).

Arriviamo così a Kuala Lumpur dopo circa 6 ore, considerando le dogane e la fermata intermedia prima della nostra, proprio in centro, nella zona di Bukit Bintang. Da li, col taxi siamo arrivati al nostro hotel poco distante.

Posso consigliarlo vivamente il Verdant Hill, il nostro hotel. Intanto per l’ambiente e la pulizia. Poi per le camere spaziose con letti comodissimi e la lauta colazione a buffet offerta. Inoltre perché è situato appena fuori dal movimento della zona più frequentata e caotica di Bukit Bintang, che consente di arrivare facilmente a piedi ovunque (anche alle Petronas), ma nello stesso tempo permette di stare tranquilli senza il traffico e la confusione della sera, soprattutto nei week end.

Di Kuala Lumpur sinceramente ho poco da dire. La città non offre molto. Sicuramente da vedere ci sono le famosissime Petronas Tower, che dalla loro nascita e fino al 2004 sono state l’edificio civile più alto al mondo. Sono un capolavoro di acciaio e cristallo, belle e scintillanti, collegate da uno skybridge proprio a metà della loro altezza. Col biglietto di ingresso è compreso il passaggio sul ponte, e poi la salita alla torre 1 fino all’86esimo piano. Molto suggestivo.
Invece la visuale migliore dal basso delle torri, si ha dal parco sul quale affacciano. Da li si godono proprio in tutta la loro maestosità. Anche di sera, tutte illuminate offrono veramente uno spettacolo mozzafiato. Belle.

Il resto? Traffico caotico quasi ad ogni ora, soprattutto nella zona di Bukit Bintang; centri commerciali a perdita d’occhio uno in fila all’altro (consiglio visita al Pavillon…il più grande ed il più bello); caldo umido opprimente; negozi e ristoranti. Più carino il suo volto di sera, con le luci accese che la illuminano a giorno, la musica dal vivo degli ambulanti nelle strade ed il caos colorato e chiassoso di Jalan Alor, la via del cibo di Kuala Lumpur. A Jalan Alor si trovano una serie di ristoranti e bancarelle di street food sui 2 lati che offrono ogni specialità orientale declinata in decine di varianti: dai ravioli al vapore, alla cucina Thai e Vietnamita, a quella malese, ai banchi di frutta fresca, alle postazione con griglia di carne e pesce, ai dolci…insomma..non si sta a digiuno. Si mangia su tavoli all’aperto e su sedie di plastica, ed i costi sono quasi sempre modesti, si mangia con meno di 10 euro, birra inclusa. Tutti cercano di tirarti dentro ai ristoranti con le loro offerte ed i loro menù, per altro tutti tremendamente uguali. Posso solo consigliare (a mio gusto) di provare la zona thailandese a circa metà strada che, a mio parere, offre un servizio più cortese e meno invadente ed una qualità di cibo buona (e qualcuno anche del buon narghilè da fumare).
In ogni caso gettarsi nella confusione serale di questa strada è un’esperienza da provare.

Carina da vedere è anche la Chinatown, soprattutto la zona di Petaling Street, dove si è praticamente immersi in un gigantesco mercato coperto nel quale si vende di tutto e, contrattando, si possono strappare anche buone occasioni. In Malesia ricordatevi che prima di comprare qualsiasi cosa è fondamentale contrattare il prezzo, anche perché quasi mai è esposto. Dalla cifra che vi chiedono voi calcolate 1/3 del prezzo e da li partite la contrattazione (che spesso si concluderà a metà circa).
A livello di trasporti Kuala Lumpur è decisamente più caotica di Singapore. Innanzi tutto non è possibile avere un pass o una tessera di trasporti integrata, perché 3 società gestiscono separatamente la rete cittadina: la monorail, la metropolitana e i bus, i treni. Hanno però avuto l’accortezza di creare interconnessioni in alcune stazioni tra i vari mezzi. Per girare tutta la zona centrale della città fate comunque prima a piedi. La metro o la monorail la userete poco, quindi pagate il biglietto quando avrete intenzione di usare i mezzi e siete a posto. Anche i taxi sono molto economici, usateli tranquillamente in caso di necessità (sempre contrattando).
Da notare la passerella pedonale coperta che collega il centro commerciale Pavillon, direttamente con le Petronas Tower ed il loro centro commerciale. Con 20 minuti di camminata in questo corridoio climatizzato vista città, sarete da una parte all’altra senza sudare…non male.
Può meritare una salita la Menara Tower, anche se la visuale sulle Petronas è laterale e quindi parziale. Da segnalare invece, appena fuori Kuala Lumpur, ma raggiungibile con poche fermate di treno, le Batu Caves. Molto famose come luogo di culto in Malesia, sono un sito religioso Hindu che si sviluppa all’interno di un contesto naturale di caverne e grotte, con templi colorati ed una scalinata di circa 300 gradini che portano alla grotta principale. L’impatto visivo di questa scala con la statua dorata alla sua destra alta quasi 50 metri è notevole…davvero suggestivo ed accattivante (per quanto un tantino trash).
Al di là di questo, se non siete appassionati di shopping, 2 notti sono più che sufficienti per vedere la città. Non spendeteci molto di più.

Invece meritano ben altro entusiasmo le isole malesi. Noi abbiamo deciso di spiaggiarci a Redang, una piccola e verdissima isola con pochi hotel, 3-4 spiagge incredibili, e numerosi siti di immersione e snorkeling. Prima di declinare i pregi..vi dico subito i difetti. Il primo ed il più grande: troppi cinesi. Sono chiassosi, pittoreschi, poco rispettosi sia della gente che dell’ambiente…spesso pacchiani e improponibili per i loro comportamenti ed il loro “outfit”. A volte questo loro atteggiamento strappa anche una risata, ma spesso irrita. Il secondo difetto è che un paradiso naturale di tale portata non può essere così trascurato a livello ambientale soprattutto per i rifiuti. Tutti qui predicano il rispetto dell’ambiente, chiedono di non lasciare in giro la plastica, di proteggere la flora e la fauna locale. Ma camminando un po’ sulle spiagge principali, e per chi vuole anche all’interno della jungla e su altre spiagge limitrofe, ci si accorgerà subito che tutto questo è decisamente disatteso. Rifiuti di ogni genere si trovano lungo i litorali ed all’interno dell’isola. In alcuni punti gli scarichi degli hotel (non ne ho la certezza, ma così sembra) finiscono diretti in mare. E questo da vedere non è il massimo.
Si giustificano dicendo che tutti quei rifiuti (Turtle beach ad esempio ne è piena) sono quelli portati dalle mareggiate durante i monsoni dei mesi invernali nei quali qui non c’è nessuno e gli hotel sono chiusi. Ok, ammesso che sia vero (ed in parte è così), perché all’inizio della bella stagione non fare una pulizia completa delle spiagge? Vedere tutti questi rifiuti fa scappare la poesia.

Detto ciò, resta sempre un paradiso. E quindi il mare va vissuto appieno. Ed il mare qui, per chi ne è appassionato come me, offre molto. L’isola è piccola. La maggior parte degli hotel sono sulla costa orientale ed affacciano su 2 grandi baie dall’acqua cristallina sulle tonalità del verde, con una sabbia bianca corallina splendida. Dietro la foresta tropicale ad incastonare uno scenario naturale davvero unico e selvaggio. Di fronte a queste 2 spiagge, ci sono una serie di piccoli isolotti che movimentano il paesaggio e che sono meta di immersioni e snorkeling da parte dei turisti. Le attività principali qui sono proprio il Diving ed appunto lo snorkeling. Escursioni guidate (e non) sono fornite direttamente dagli hotel, quasi tutti col proprio centro diving, o da compagnie indipendenti che si possono trovare in spiaggia, proprio sul promontorio che separa le 2 spiagge principali descritte fin qui. Oltre a questo, sempre sul promontorio, vi sono 2 bar sulla spiaggia che offrono cibo e bevande ad ogni ora del giorno e fino a tarda sera.
Il viavai di barche che prendono le persone per diving e snorkeling si concentra in particolare al mattino presto e nel primo pomeriggio, all’uscita ed al rientro dalle attività marine. Per chi arriva sull’isola coi traghetti dalla terraferma (spesso il percorso viene coperto direttamente con barche degli hotel) vi sono poi dei trattori con rimorchio, che dai pontili fanno la spola verso gli alberghi stessi portando persone e bagagli.
Una spiaggia bellissima da vedere e molto selvaggia è quella di Turtle Bay, a nord dell’isola. La si può raggiungere con un percorso a piedi molto avventuroso nella jungla che parte direttamente dall’estremità nord della spiaggia di fianco al Sari Pacifica Resort, e sbuca proprio in spiaggia a Turtle Bay. Sono circa 45 minuti tra liane, ruscelli, alberi ad alto fusto, rocce ed un’umidità incredibile. Bella esperienza ma portatevi acqua, un asciugamano per il sudore e fatelo con buone scarpe, visto che il percorso non è lineare ed è anche molto bagnato. A Turtle Bay vi aspetta una lunga spiaggia bianca circondata solo da foresta e con pochissime persone (se non nessuno). Un’acqua incredibile e calda, e a metà della spiaggia, all’altezza della boa gialla, potrete trovarvi a tu per tu proprio con le tartarughe e fare il bagno con loro…emozione incredibile. Qui si fermano infatti anche le barche che portano i turisti a fare il bagno con le testuggini.

Approfittando dei giorni di bel tempo e sole, decidiamo anche di fare una giornata in barca con un’esclusiva lancia solo per noi (niente cinesi). Decidiamo per un giro alle Perenthian (1 ora di navigazione) con varie soste snorkeling e poi, prima del rientro, sosta anche a Langh Tengah, un’altra isoletta da sogno. Partiamo cosi per il nostro tour con prima sosta proprio a turtle bay, dove insieme ad altre barche di turisti, ci fermiamo proprio a fare il bagno con le tartarughe..indescrivibile! Bellissimo! Poi proseguiamo verso Perenthian Besar (la grande, che differisce da Kecil…la piccola) dove facciamo 2 soste per lo snorkeling, una delle quali a shark bay, dove sono riuscito a vedere i piccoli squali da barriera…emozionante! Poi sosta anche sulle spiagge di Besar, per un po’ di relax ed un bagno tra le acque azzurre e cristalline dell’isola. Colori del mare sensazionali e natura potente!
Riprendiamo il nostro taxi boat e torniamo verso Redang fermandoci a Langh Tengah per fare ancora un po’ di snorkeling e poi una sosta nella lunghissima spiaggia dell’isola, dove sono presenti solo 2 resort. Il mare qui è veramente idilliaco, ed in alcuni punti sembra di essere alle Seychelles. Fare il bagno qui, senza nessuno intorno, con la spiaggia bianca e la foresta alle spalle mi ha emozionato davvero! E’ stato strepitoso! Non mancate di farvi portare a Langh Tengah..ne vale davvero la pena.
Perenthian e Langh Tengah sono piccolissime ed isolate con poche strutture e tutte abbastanza spartane. Qui siete proprio fuori dal mondo se cercate tranquillità. Le consiglio vivamente se riuscite a non annoiarvi leggendo libri, ascoltando musica e facendo qualche bagno…non c’è molto da fare qui a meno che siate dei diver.
Insomma, il mare della Malesia e di queste 3 isole mi ha incantato. La natura anche. Se passate da queste parti spendeteci qualche giorno…ne vale davvero la pena!

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