Il mio viaggio in Australia, tra Sydney e Melbourne
Dodici Apostoli, Great Ocean Road

Il mio viaggio in Australia, tra Sydney e Melbourne

Solo a sentirla nominare l’ Australia fa quasi paura; evoca paesaggi surreali visti in foto o nei documentari, spiagge dorate lambite dalle acque dell’oceano, strani e pericolosi animali autoctoni, sconfinati spazi senza ombra di civiltà. Per non parlare poi delle rotte dei migranti, italiani compresi che dopo mesi in mare sbarcavano in questa terra nuova e sconosciuta. Perchè, diciamocelo, è così lontana che sembra impossibile raggiungerla.

L’ Australia è in ordine di tempo l’ultimo grande viaggio che ho fatto, per questo vorrei riportarne il ricordo subito, perché più fresco e recente. L’occasione e l’idea sono venute dal fatto che a Canberra ho dei lontani parenti, che dopo tanti tanti anni……hanno costituito il pretesto per decidere di partire. Poi, avendo più di 2 settimane di ferie a dicembre, perché non andare un po’ al caldo?

E così ho deciso che si…mi sarei fatto 24 ore di voli, scali compresi, ma sarei arrivato a Sydney. E finalmente dopo 24 ore di voli e 2 scali, eccomi la mattina del 9 dicembre atterrare sul suolo australiano. Emozione indescrivibile, se solo penso che i miei parenti, quando partirono dall’Italia negli anni 50, ci misero più di 3 mesi per fare da Genova a Sydney.

Il mio tour nel nuovo mondo è stato breve ed intenso. I giorni relativamente pochi, tanti i chilometri da percorrere e tappe obbligate dai parenti. Partenza da Sydney e arrivo a Melbourne, tutto in auto, guidando a sinistra.

I primi 3 giorni a Sydney (vedi articolo a parte sulla città) sono stati un concentrato di esperienze e cose da vedere. Ho iniziato dirigendomi subito verso la zona dell’opera house, sulla baia che ha come sfondo il Sydney Harbour Bridge…indescrivibile. Alla prima vista della baia, col ponte e l’Opera House, rimani senza fiato, soprattutto in una giornata limpida col sole splendente e 25 gradi. Dopo lo shock e un pranzetto veloce vista ponte, mi incammino lungo tutto il molo che costeggia Circular Quay, il centro dei trasporti di Sydney. Qui arrivano tutti i traghetti che partono per le varie destinazioni della baia e tutte (o quasi) le linee di treni e bus della città. Attraccano qui anche le navi da crociera. Molto carino anche il quartiere rimesso a nuovo di “the Rocks”, coi suoi negozi e mercatini all’aperto. Sydney in questa zona è viva. Stanco morto e con 10 ore di fuso alle spalle, la sera è giunta presto, così come l’ora di andare a letto dopo un’ottima cena cinese…ore 22,30 ero già crollato nel letto.

Il giorno dopo di buon ora eccomi attivo e pronto ad affrontare la giornata. Dopo una veloce colazione, eccomi aggregato ad un free tour del centro della città. 3 ore a piedi con una giovane ragazza che sopravvive a mance dei turisti raccontando la sua città. Un tour che tocca tutti i punti principali/storici da vedere nel centro di Sydney, con vista finale dell’opera house da sotto il ponte compresa.

Dopo la mancia ed un pranzetto veloce, vista la splendida giornata, decido di approfittare subito del traghetto per Mainly beach e cosi, insieme ad un sacco di giovani in tenuta estiva da babbo natale, eccomi imbarcarmi per mezz’ora di traversata della baia verso la spiaggia a nord di Sydney. Una mezzaluna lunghissima e dorata, bagnata dalle onde dell’oceano pacifico…caldo faceva caldo…ma il vento e l’acqua non proprio calda, mi hanno fatto desistere da un bagno che in altre condizioni non avrei mancato. Il clima in spiaggia era festaiolo e molto “easy”, una gioia stare sdraiato sulla sabbia, col cappello da babbo natale in testa! Un piccolo aperitivo a base di merluzzo fritto e patatine prima di rientrare in hotel per uscire a cena.

Natale a Mainly Beach

Ultimo giorno a Sydney dedicato a Bondi Beach, la spiaggia più famosa. Preso il bus direttamente sotto l’hotel, dopo 40 minuti eccomi a Bondi Beach. Uno spettacolo. Se Mainly è stata una sorpresa, Bondi è invece quella che ci sia aspetta, proprio come nei film. Una baia lunga di sabbia dorata, con acqua trasparente di tutte le tonalità del blu. Scuole di surf come se piovessero. Tavole che sfrecciavano ovunque tra le onde.
Qui non ce l’ho fatta…alla fine mi sono buttato. Freddissima, ma non potevo esimermi. Dopo 3 ore al sole in spiaggia, pranzo veloce e fresco sulla strada che costeggia la baia (vista mare ovviamente), e poi mi incammino lungo il sentiero che parte da Bondi e arriva fino a Bronte beach. Il sentiero costeggia tutta la scogliera a picco sul mare, e offre scorci incantevoli sia su Bondi Beach, che poi su Tamakara beach e su Bronte. Un vero spettacolo! Natura all’ennesima potenza. Sensazionale.

Giunti alla fine del percorso, e dopo un bagno tra alte onde invitanti dell’oceano (sempre stra-freddo), si riprende il bus per tornare in hotel; una fantastica giornata di mare.

Sydney è un concentrato di etnie, è viva, è bella, ha delle spiagge incantevoli, ha una baia strepitosa, è verde, è vivibile.

Il mattino seguente, eccomi a prendere il treno e il bus per arrivare all’autonoleggio dove mi aspettava una punto (ma proprio la punto) nera fiammante e con quasi 100.000 km, pronta per il ritiro. E subito via verso il Blue Mountains National Park, a 2 ore da Sydney. Il tempo di abituarsi un po’ alla guida a sinistra (non senza qualche difficoltà a ritarare il cervello)….e poi via spediti alla meta.
Le Blue Mountains si affacciano su una vallata incredibile, piena di eucalipti che rendono la vista della valle quasi annebbiata, rilasciando il loro olio bluastro nell’aria. L’attrazione principale da vedere sono sicuramente le 3 sorelle, una montagna sospesa in mezzo alla valle con 3 pinnacoli identici uno a fianco all’altro. Con un percorso si possono anche raggiungere e passarci sotto. Il punto panoramico è sicuramente notevole.

Dopo la pessima cena serale in un ristorante thai di Katoomba (la ridente cittadina dove ho dormito), il giorno seguente eccomi pronto per le attrazioni di Scenic World, dove pagando un ingresso hai accesso alla cabinovia (ovviamente in manutenzione quando sono andato io), ai sentieri del parco e ad un trenino che scende in picchiata nella valle…molto carino.

Fatto tutto, verso le 11, sono pronto per la partenza verso Canberra per arrivare dai parenti..quasi 6 ore di auto. I paesaggi, soprattutto appena fuori dalle Blue Mountanins sono incredibili: colline verdi ed animali al pascolo a perdita d’occhio. Cielo azzurro…. un saliscendi di strade statali a 2 corsie senza nessuno. Non oso pensare se avessi bucato a cosa avrei dovuto fare…fortunatamente è andato tutto bene. E così nel tardo pomeriggio, eccomi a Canberra.

Una delle strade verso Canberra

Dopo la calorosa accoglienza, i 2 giorni passati con loro sono volati. Canberra non mi ha lasciato il segno, se non per la vicina riserva di Timinbilla, dove finalmente dopo aver visto tanti canguri morti lungo la strada…li ho visti anche vivi e vicinissimi a me! Che emozione!
Canberra è abbastanza anonima e molto commerciale. E’ una città amministrativa…scopo per cui è stata creata. Degno di nota, solo il parlamento.

La prossima tappa prevede 2 giorni a Myrtleford, una ridente cittadina sperduta ai piedi delle montagne a metà strada tra Canberra e Melbourne, dove ci aspetta la famiglia di Fabio il figlio dei parenti di Canberra. Una casa enorme a metà di una collina con solo verde intorno e canguri a darti il buongiorno! Posto quasi magico…certo..non molto servito, quasi di un’altra epoca. Fabio ci ha fatto visitare tutta la sua zona, natura allo stato puro.
Molto carini i paesini di Bright (tipico paesino di montagna) e Beechworth un paesino che ti fa sentire come nel vecchio far west dei cercatori d’oro (non l’ho provata, ma la sensazione credo fosse quella…). Tutta la zona è anche rinomata per i vini. Ci sono tante aziende vinicole, anche molto importanti, ed in una di queste abbiamo fatto una piccola visita degustativa. Devo poi ringraziare Fabio, per lo splendido barbecue in stile australiano organizzato per l’ultima sera a casa sua…divino!

Beechworth

E dopo questi 2 giorni di relax, i ritmi sono serrati…ho un sacco di cose da vedere. Pronti via, si parte per 5 ore di macchina alla volta di Phillip Island, si proprio l’isola vicino a Melbourne, dove si disputa anche il gran premio di moto gp. In estate è animata e frequentata. L’attrazione sicuramente principale dell’isola è il suo punto più a sud, al Nobbies Centre, dove un fantastico promontorio si scontra con le acque impetuose dell’oceano. Qui si possono anche avvistare le balene, i pinguini e vari uccelli endemici. E’ uno stupendo parco naturale con delle passerelle di legno che costeggiano tutta la scogliera e con paesaggi veramente mozzafiato!

Li vicino, ogni sera, non si può non assistere (a pagamento) alla Penguin Parade, dove seduti comodamente in un anfiteatro in spiaggia, si può assistere all’uscita dei piccolissimi pinguini dall’acqua, che si dirigono verso le loro tane per passare la notte. Tutte le sere, tutto l’anno…sempre al calar del sole…spettacolo molto carino e quasi surreale sia per l’ambientazione, sia per la metodicità di questi esserini barcollanti. Phillipp Island offre anche spiagge immense ed incontaminate, perfette per i tanti amanti del surf.

Dall’isola, via poi verso la Great Ocean Road. Il percorso che ho scelto è alternativo. Siccome Melbourne è prevista come tappa finale del tour e come partenza per il rientro in Italia, da Philipp Island a Anglesea (1 tappa della Great Ocean Road), ho optato per una traversata della baia di Melbourne in traghetto. Così sono arrivato ad Sorrento (si…si chiama proprio così) e ho imbarcato l’auto fino a Queenscliff. 40 minuti comodi ad ammirare il paesaggio ed evitando quelle che sarebbero state altre 2 ore buone di guida facendo il percorso via terra. Arrivati a Queenscliff, si è praticamente subito sulla Great.
Dopo una sosta pranzo in spiaggia nei pressi di Torquay, la famosa località per surfisti, ci si ferma a vedere gli outlet delle famose marche per surfisti (oneill, Ripcurl, Billabong), che però tanto outlet non sono. Così, dopo i mancati acquisti, via verso Bells Beach, la spiaggia per eccellenza dei surfisti nel mondo…un punto di riferimento. In realtà…nulla di diverso da molte altre spiagge della zona, a mio modesto parere. Ed eccomi poi al motel nella zona di Ayers Inlet, vicino al suo faro. Proprio da questo faro la sera ha portato uno spettacolo incredibile, un tramonto con colori indimenticabili che non scorderò mai. Una magia, ed un grande regalo della natura per me che sono un amante del genere!

Il giorno successivo è il grande giorno, quello del pezzo forte. Prevede di fare tutta la Great Ocean Road e arrivare fino ai famosissimi 12 apostoli. Ma prima di arrivare li, è giusto non saltare alcune tappe intermedie che meritano una deviazione. Una sosta, che per me comprendeva il pranzo, la merita Apollo Bay, con la sua bella spiaggia e i suoi ristoranti e negozietti carini lungo la strada principale sul mare. Poi una deviazione a Cape Otaway dove, se siete fortunati, nella riserva naturale riuscirete a vedere i Koala in libertà su qualche albero di eucalipto (come successo a me). Poi ci sono vari punti panoramici prima di arrivare a Gibson Step, una scalinata ripida che porta alla spiaggia appena prima dei 12 apostoli..panorama molto suggestivo. E poi, poco dopo, eccoli… loro…i 12 apostoli (ormai rimasti solo 8-9)! Il paesaggio che si ammira è veramente mozzafiato. Questi pinnacoli di roccia che spuntano dal mare, con le onde dell’oceano che si infrangono su di loro, sulla scogliera, e sulla spiaggia. Un panorama naturale veramente incredibile ed unico al mondo. Che ovviamente ha meritato anche una replica in orario tramonto, sotto un vento che ti trascinava via….ma ne è valsa la pena. Si capisce perché questa è considerata una delle più belle strade del mondo, sono veramente incredibili gli spettacoli naturali che sa offrire.

Ormai mancano pochi giorni alla fine del viaggio, e prima di arrivare a Melbourne, ancora un po’ di natura al parco naturale dei monti Grampians. Ancora natura imponente allo stato puro; montagne, laghi e vallate che meritano una visita per gli scorci incredibili che si ammirano. Il tutto in un’atmosfera super tranquilla e rilassante. Meritano una visita i punti panoramici più famosi indicati sulla cartina del parco, tutti raggiungibili in auto e con pochi passi a piedi.

Mackenzie Falls, Grampians National Park

Ed eccoci quasi alla fine dell’avventura…rotta verso Melbourne (vedi articolo dedicato nella sezione viaggi estero). Consegna dell’auto e via col taxi verso l’hotel di Southbank. Melbourne è magica…c’è poco da dire. E’ una città viva che sviluppa la sua vita lungo al fiume, dove ci sono negozi, bar e ristoranti per tutti i gusti e tutte le tasche. Di sera è magica e di giorno va vissuta. Da vedere non c’è poi moltissimo, se non la sua zona centrale, Chinatown, e alcuni edifici particolari. Anche qui ho optato, come a Sydney, per un tour con guida gratuita.
Ho trovato Melbourne una città molto verde e molto vivibile. I suoi tram servono bene tutta la città, fino alle spiagge della baia, compresa la zona “marinara” di St. Kilda coi suoi locali, il suo pontile (con pinguini annessi) e la sua bella spiaggia. Info utile: considerando che usare i tram nella zona centrale della città è gratuito, può essere inutile fare una carta trasporti come per altre città (es. Sydney). Se invece prevedete di fare tante gite fuori dalla zona del centro…allora può essere conveniente farla. Io ho pagato solo il biglietto per St. Kilda. Per il resto ho usufruito della gratuità e delle mie gambe.

Alla fine del viaggio, posso dire che l’ Australia ti rimane nel cuore…sarà per la distanza, per la natura, per le persone, per la mentalità aperta, per il senso di libertà che trasmette, ma è veramente “un altro mondo”…ed è un bel mondo. I nostri parenti e gli immigrati italiani della metà del 900 ancora rimpiangono l’Italia, ma le condizioni dell’epoca costringevano gli italiani a migrare contro la loro volontà.
Oggi capisco i giovani che scelgono l’ Australia per il loro futuro. Per il poco che ci sono stato, la qualità della vita sembra buona e il paese ci tiene a sé stesso, come si nota già ai controlli doganali in entrata, dai visti necessari e dalle regole interne che hanno. Certo, fuori dalle grandi città la vita è difficile, gli spazi sono immensi e le distanze interminabili. Però se si riesce a trovare la propria dimensione ed il giusto mix, credo che sia una terra che può offrire grandi possibilità e con grandi potenzialità.

Lascia un commento

cinque × 2 =

Chiudi il menu

Ti piace il Blog? Condividilo!