La libertà della vacanza in barca a vela
Tramonto a La Digue dal catamarano (Seychelles)

La libertà della vacanza in barca a vela

In questo articolo vorrei parlare della mia esperienza con le vacanze in barca. E per barca non intendo le crociere, delle quali per altro non sono un accanito fan. Ma piuttosto intendo una vacanza in barca a vela o in catamarano, dove ti senti parte dell’equipaggio e di conseguenza dell’esperienza stessa che vivi, ogni giorno in maniera diversa, dando magari anche il tuo contributo a bordo.

La prima volta che ho fatto quest’esperienza è stato alle Seychelles, 3 giorni con amici su un catamarano con skipper e cuoco tutto per noi. Ecco, prima di tutto non pensate che sia una cosa da ricchi…anzi. Se siete 4-5 persone e volete farvi 3 giorni in mare, spenderete molto meno che non facendo 3-4 escursioni organizzate dai tour operator locali e l’appagamento sarà 10 volte superiore.

Innanzi tutto si impara a vivere il mare e a rispettarlo. A bordo non si hanno tutte le comodità che si hanno a terra: bisogna centellinare acqua, saponi e detersivi vari, adattarsi agli spazi angusti e tenere sempre pulito. Anche il bagno in uno spazio così stretto ha delle regole di utilizzo perché tutti ne possano beneficiare senza “intoppi”. La cucina è molto sana e genuina, fatta di frutta, verdura e magari di pesce pescato durante la navigazione, non aspettatevi i banchetti a buffet stile villaggio turistico…non ci sono né gli spazi, né il tempo, né l’attrezzatura per imbastire un pranzo “della domenica”. Già cucinare una pasta in mare può diventare un problema, soprattutto se il mare non è piatto.

Poi magari viene richiesto un piccolo aiuto per ammainare o issare le vele, preparare da mangiare (appunto), lavare le stoviglie, pulire la barca. Tutti hanno una parte attiva nella vacanza e questo è, secondo me, bello e coinvolgente. Quello che poi si vede ripaga appieno di queste “fatiche”. Potersi fermare in specchi d’acqua cristallini non raggiungibili dalla riva, visitare spiagge incontaminate e deserte, alzarsi e fare un bagno prima di fare colazione. Vedere i tramonti dal mare e osservare le stelle nel buio pesto della notte coccolati dalle onde del mare. Riunirsi alle sera intorno ad un tavolo a ricordare la giornata trascorsa, a bere una birra e programmare con lo skipper l’itinerario per il giorno successivo…tutte cose che non hanno prezzo…come il senso di libertà che danno.

Ho rifatto poi un’esperienza simile in barca a vela qualche anno dopo, stavolta ero da solo e cercavo una vacanza attiva nella quale poter conoscere anche nuova gente. Optai quindi per 6 giorni tra Ibiza e Formentera alla scoperta delle spiagge più belle e di un po’ di movida. Anche quella fu una piacevole vacanza. Eravamo solo in 2…io ed un’altra ragazza, oltre allo skipper con la sua fidanzata. Vista la grandezza delle cuccette…col senno di poi dico “meno male che eravamo solo in 2 ed ognuno aveva la sua”! Ci stavo a malapena da solo in una cuccetta (io però sono fuori misura…sono alto 1 metro e 95 cm)! A parte quello, vacanza incredibile dove ho anche provato a portare la barca per alcuni tratti, dove ho cucinato e dove non mi sono risparmiato nelle attività di bagni e tintarella. Come già accennato, inoltre, si riescono raggiungere luoghi isolati come ad esempio l’isola di Espalmador a nord di Formentera…un paradiso.

Mi sentirei di consigliare a tutti questo tipo di vacanza almeno una volta nella vita. E’ una vacanza attiva, dove non si sta troppo con le mani in mano, con tante cose da fare, ma anche momenti di puro relax. Le controindicazioni sono per chi soffre di mal di mare e per chi è abituato ad un certo standard di comodità, che in 12 metri di barca non si possono avere. Bisogna sapersi adattare ed avere mentalità aperta, oltre a rispettare le “regole del mare”. Io stesso durante la prima esperienza in catamarano alle Seychelles, sono stato molto male durante le prime 2 ore di navigazione. Poi mi sono abituato e seguendo anche i consigli dello skipper, tutto è andato per il meglio…tanto che poi ho ripetuto l’esperienza anni dopo. Questo per dirvi di non farvi influenzare dai problemi avuti o da alcuni stereotipi che vi siete fatti nella testa, ma cercate sempre di andare oltre e superare i limiti. Non scoraggiatevi ai primi imprevisti…fanno parte del viaggio e della scoperta di nuove realtà ed esperienze. 😉

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